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🌍 MONDO — Le sanzioni contro le colonie israeliane in Cisgiordania

Data

8 set 2026

Descrizione

Dodici paesi occidentali hanno annunciato che interromperanno l’acquisto di beni e servizi prodotti nelle colonie israeliane in Cisgiordania. È una misura grave, che segna un cambiamento notevole dell’atteggiamento di questi paesi verso il movimento dei coloni israeliani in Cisgiordania, e verso lo stesso stato di Israele. Finora vari paesi europei avevano emesso sanzioni contro singole colonie o singoli leader accusati di azioni violente, ma per il resto si erano limitati a messaggi di condanna.

Hanno partecipato all’iniziativa Francia, Regno Unito e Canada, a cui si sono poi unite anche Spagna, Finlandia, Danimarca, Irlanda, Islanda, Norvegia, Polonia, Portogallo e Svezia. Non ha partecipato invece l’Italia. Al momento comunque non è chiaro come dovrebbe avvenire la distinzione tra beni prodotti dentro i confini legittimi di Israele, e quelli prodotti nelle colonie illegali.

Le sanzioni sono state decise dopo mesi in cui le decisioni del governo israeliano e l’aumento della violenza dei coloni hanno peggiorato gravemente la situazione in Cisgiordania. Qualche settimana fa vari paesi europei – questa volta compresa l’Italia – avevano emesso una condanna congiunta contro il progetto per la costruzione di una nuova colonia nell’area E1. È una colonia a est di Gerusalemme la cui costruzione dividerebbe la Cisgiordania in due, impedendo i collegamenti tra i palestinesi del nord e quelli del sud, e isolando Gerusalemme est dal resto del territorio palestinese.